26 maggio 2021, ore 17, Presentazione online della rivista Ippogrifo con in copertina “La Tenda”, opera di Alberta Grilanda

Finalmente ripartono le attività e siete tutti invitati alla presentazione della rivista “Ippogrifo” del Gruppo Scrittori Ferraresi mercoledì 26 maggio ore 17.00. Il gruppo ha scelto per la copertina l’opera “Tenda” di Alberta Grilanda.

Il numero della rivista è dedicato a un orizzonte di infinito e il dipinto restituisce proprio un orizzonte di azzurro e di luce. «Le pesanti cortine, come un sipario, si aprono improvvise su una vista che si perde verso l’infinito». Dopo tanti mesi trascorsi in casa, questa opera descrive il bisogno condiviso di un altrove, di uno spazio di fuga. Quel territorio che può offrire solo la parola, il dialogo, la scrittura, la musica, l’arte, il cinema, l’immaginazione. L’essere Gruppo. Il nuovo numero della rivista è uno scrigno di testi inediti: racconti e poesie, recensioni delle novità editoriali, interviste, saggi che spaziano da Dante alla storia della moda. Firme autorevoli accanto a giovani autori – la poetessa più giovane del Gruppo ha solo 13 anni – accomunati dalla passione per la scrittura, la chiave per scardinare ogni serratura e per oltrepassare tutti i confini. Come scrisse Jim Morrison: «Non accontentarti dell’orizzonte, cerca l’infinito».

Presentazione su Youtube in diretta dalla Biblioteca Ariosta di Ferrara con Federica Graziadei, Gina Nalini Montanari, Nicoletta Zucchini, Eleonora Rossi. Quest’ultima presenterà. Qui il link per accedere: Per accedere clicca qui oppure qui.

Michele Govoni, critico d’arte, descrive così l’opera “La Tenda:

Una tenda spalancata apre gli occhi dello spettatore sulla vallata sottostante.
L’occhio spazia al di là di una staccionata bianca, correndo sui tetti delle case, fino al mare e alle colline coperte di neve.
L’arte di Alberta Grilanda è tutta per noi, in questo numero de L’Ippogrifo e si dedica al nostro sguardo, sia esso interiore, quindi dettato da sentimenti o ricordi, o esteriore e votato al puro gusto estetico.
Portuense di nascita, Alberta Grilanda vive e lavora a Masi Torello, in un piccolo angolo di paradiso in cui l’artista ha saputo ricavare il suo originale spazio di lavoro e creazione artistica.
Dopo il liceo artistico, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove è stata allieva del pittore Walter Lazzaro e dell’incisore Paolo Manaresi con l’assistenza di Luciano De Vita.
Alberta Grilanda si è avvicinata al mondo dell’arte attraverso la pittura con tecniche miste e con l’acquerello, stabilendo in seguito un rapporto proficuo con la scultura. Proprio questa forma di espressione ha assunto nel tempo un’importanza rilevante, grazie anche all’aiuto e all’incoraggiamento dell’artista prof. Gianni Deserri.
Negli ultimi anni si è anche riavvicinata all’incisione con risultati che ne sottolineano non solo la grande preparazione tecnica e il gusto estetico, ma anche la precisa volontà di mettere in immagini concetti letterari, religiosi, filosofici e temi di chiaro indirizzo sociale.
Grazie alla sua arte Alberta Grilanda ha sempre saputo spaziare tra le tematiche, ma ponendo sempre al centro delle sue opere la vita dell’uomo in relazione al contesto territoriale e lavorativo.
Di particolare interesse sono le sue riflessioni pittoriche dedicate al mondo della campagna o a quello degli antichi mestieri.
E’, infatti, sempre presente nell’arte della Grilanda una buona dose di amore per il saper fare, per quella forma di artigianalità antica che nel gesto delle mani, nella manipolazione della materia, nell’infinito amore e rispetto che quella materia stessa richiede, sembra trovare uno degli elementi fondanti per la costruzione di un’arte pura, vera.
Particolarmente accattivanti sono, inoltre, le opere dedicate ai grandi temi della religione cristiana per i quali l’artista ha attinto dapprima ad iconografie assodate per poi discostarvisi e inaugurare un proprio codice fatto non solo di personalissime sintesi formali, ma anche di sperimentazioni tecniche di grande impatto emotivo.
La tenda che L’Ippogrifo propone in questo numero non è che un esempio della potenza cromatica, formale e tecnica dell’artista. Una potenza che si accompagna ad una lettura del reale che è in grado di oltrepassare quel livello superficiale di realtà cui la contemporaneità ci ha purtroppo abituati, per approdare ad esiti più profondi, sia sul piano formale che su quello emotivo.
In questo sipario blu che dischiude ai nostri occhi il palcoscenico su cui va in scena la vita, possiamo ravvisare le infinite strade che l’esistenza ci pone davanti. I suoi bivi, le scelte difficili, ma anche le piccole e grandi soddisfazioni a noi riservate e spesso banalmente ignorate.
L’arte credo possa e debba significare anche questo. Fornire chiavi di interpretazione della realtà. Le stesse che Alberta Grilanda ci regala attraverso queste sue opere.

Michele Govoni